GLI OSPITI DEL MIO GIARDINO

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giovedì 21 marzo 2013

BUONA PRIMAVERA A TUTTI!

 

  Filastrocca di primavera

Filastrocca di primavera
più lungo è il giorno,

più dolce la sera.
Domani forse tra l’erbetta
spunterà la prima violetta.
O prima viola fresca e nuova

beato il primo che ti trova,
il tuo profumo gli dirà,
la primavera è giunta, è qua.
Gli altri signori non lo sanno

E ancora in inverno si crederanno:

magari persone di riguardo,
ma il loro calendario va in ritardo.

(Gianni Rodari)

 

venerdì 25 gennaio 2013

TU SEI

Ho un nuovo  fiore da mettere nel mio "giardino"...e da conservare nel mio cuore. Per me, lo ha " coltivato "  una carissima amica, Rita: come tante persone incontrate in questo " mondo" , Rita sa leggere tra le righe di quello che scrivo e, avendo compreso certe mie tristezze, mi ha dedicato questa sua poesia.
A mia volta voglio   condividerla con chi viene a leggere questo blog e che, nonostante il tempo che passa, ha ancora tanta voglia di vivere e possiede un cuore "bambino"!




"TU SEI"

Un altro anno è passato,
sul volto una ruga in più.
Pensieri si rincorrono nel vento,
rimpianti pesano sul cuore,
speranze sempre più sbiadite.
Avanti!
Andare avanti che fatica!
Il sentiero è ripido e scosceso,
lo zaino pesa ad ogni passo un pò di più.

Nascondi i capelli bianchi,
ignora i tuoi piedi stanchi.
Gli occhi ti tradiscono: non vedi fin lassù........
e poi ci senti poco....e non sorridi più.

Ma questo è solo il corpo tuo che invecchia,
e non sei tu.
Tu sei quell'anima bambina
che ha voglia di cantare,
tu sei quel grande cuore
che dona e chiede amore,
tu sei la mente fresca

come acqua di ruscello.

Tu sei!
e solo questo è bello.




domenica 30 dicembre 2012

BUON 2013 A TUTTI!

Filastrocca di capodanno

Filastrocca di capodanno:
fammi gli auguri per tutto l’anno:
voglio un gennaio col sole d’aprile,
un luglio fresco, un marzo gentile;
voglio un giorno senza sera,
voglio un mare senza bufera;
voglio un pane sempre fresco,
sul cipresso il fiore del pesco;
che siano amici il gatto e il cane,
che diano latte le fontane.
Se voglio troppo, non darmi niente,
dammi una faccia allegra solamente.
                 (Gianni Rodari)

Con le parole del famoso scrittore,
 auguro a tutti i lettori di questo blog, 
un Nuovo Anno pieno di 
salute, benessere, amore e serenità, 
con tanto affetto

venerdì 30 novembre 2012

LA MELODIA DEL CUORE

Con piacere mi sono "tuffata" tra le poesie di Carla
Bellissime quelle dedicate ai suoi più cari affetti, del presente o del passato: ma ho anche ammirato e assaporato le "pennellate" che il suo cuore ha saputo scrivere..
Tra tutte , ne ho scelta una ( ma forse ne prenderò altre...) da portare qui, nel mio giardino ed è, col suo permesso ovviamente, che la condivido con voi.


"UN ANGELO"

Nel volto pulito
al profumo di vaniglia
e di biscotti pucciati nel latte
ho incontrato un sorriso
e nei bagliori della notte 
adornata di stelle lucenti
e dalle ali di azzurro
ho conosciuto un angelo.

Nei mille momenti
di preludi d'attese
e di rimpianti lasciati morire
in pensieri passati,
ho imparato a volare
fra le nuvole ovattate
e sui sentieri coperti di fiori
ho ritrovato il mio angelo.

Nelle piccole cose
del giorno normale
e nelle speranze del domani
ho scoperto di nuovo la vita
ed oggi conservo nel cuore
il regalo più bello
che profuma di vaniglia
e colora di azzurro.

da "La melodia del cuore" di Carla Colombo

venerdì 16 novembre 2012

SALUTI A NOVEMBRE




Quanto silenzio dentro a quelle mura
che cingono un paesello tutt’intorno.
Casette strette per ogni creatura
che nel passaggio ha visto questo mondo.
Tanti sorrisi s’affacciano sugli usci
incorniciati fra petali di fiori,
ogni scrittura è la storia muta
che si tramanda per generazioni.
 
Toccano l’anima volti conosciuti
che nella quiete negano il saluto,
leggi le date e un brivido T’assale
son tanti gli anni che non ne odi voce.
Lasci un po’ mesta l’omaggio floreale
sul davanzale già colmo di corolle,
accanto ad esso la loggia grigio buio
di un militare ignoto e solitario.
 
Nemmeno una violetta che colori
l’altero aspetto di quel bianco e nero.
"Permetti nonno, Te ne rubo uno",
sarebbe troppo triste avere accanto
un balconcino senza fioritura
d'un uomo perito per le armi.
Un gesto che per sé non conta nulla
dà solo al cuore l'encomio all'onoranza.
 
Poesia della cara amica Francy 
Con l'autorizzazione dell'autrice, dopo averla letta e aver provato una forte emozione,  ho portato questa poesia nella mia antologia... e l'ho fatto con immenso piacere

venerdì 29 giugno 2012

UN BEL FIORE , TUTTO PER ME!

"PAOLA"

Del tuo viso
non conosco espressione,
della tua voce
non ne conosco il timbro,
della tua vita
non conosco le quotidianità,
del tuo orgoglio
non ne conosco il valore.

Della tua casa
non ne conosco il luogo,
del tuo balcone
non ne ammiro il panorama,
del tuo giardino
non contemplo il tuo ultimo fiore.

Mi giunge però
la tua passione,
attraverso le tue parole
l'emozioni,
tramite le tue analisi
vere impressioni,
della vita virtuale
le più pure espressioni.

...E mi pare di conoscerti
senza giudicarti stimarti
...e mi pare di sfiorare
la tua sensibile indole
...e mi pare di sentire
la tua dolce personalità
...e mi pare che tu sia
un diadema di sincerità.

Del tuo corpo
niente conosco
...ma della tua anima
percepisco la bontà.

Pino Palumbo


venerdì 22 giugno 2012

SARAI

Con il gentile permesso di Pino Palumbo ho raccolto un altro fiore per la mia Antologia!
....lo offro a chi viene a leggermi e, se ancora non conosce Pino, lo invito a entrare
nel suo blog di Vita e Poesia.
Grazie Pino!




"SARAI"

Sarai la fragranza
di una vita sottile,
schiva dalla vile
e meschina esultanza,
non priva di una sana
e soave esuberanza.

Sarai la luna
che nella notte splende,

un'onda che a riva
si distende

con la spuma
argentata e pura
che innalza una vitalità
effervescente.


Sarai il sole
che al mattino si accende
un fiore che al cielo
si apre
con i petali
colorati e vitali
che emanano un profumo
esaltante.
Sarai…

Ante 2000
Pino Palumbo ( Ai miei figli)



venerdì 15 giugno 2012

LA LUNA DI GIORNO



La luna di giorno
è una pupilla di vetro
immersa in un occhio celeste
Traspare cogliendo
le ultime stelle
che bucano un manto cobalto
Lucciole spente nella cesta dei sogni
da donare alla notte
La luna di giorno è il bavaglio del cielo
Inamidato e candido
La crema di burro nella scodella del mondo
È l´ala dei cirri
La piuma dell´angelo caduta nel vuoto
Il lieve assopirsi di una colomba
La luna di giorno è una pagina bianca
dove scrivon le fate
con pennini d´argento
di favole perse mai raccontate
È come pioggia nei boschi
Una bimba che conta
dietro la scorza di un albero
Così le gemme nascoste
escono e corrono
attraverso un cielo di sogni
come ali di piume sottili
verso la libera tana
La luna di giorno
è un granaio di fiori
È un ricciolo avena
in un campo che danza
E’ un amo sottile
una piccola lacrima
nascosta dal tempo
dove appendere il cuore.
Giulia

Col permesso della cara amica Giulia ho raccolto questo splendido fiore per il mio giardino..... leggo e rileggo questa poesia e la trovo sempre più bella...

mercoledì 16 maggio 2012

LA PIU' BELLA INVENZIONE

Tra i commenti al post di Gianna sulla Festa della mamma , ho letto quello di Amicusplato: citava una poesia di Michel Quoist...

Mi ha incuriosita e sono andata a cercarla ed eccola qua:la trovo bellissima!
La mia più bella invenzione è Mia Madre
La mia più bella invenzione, dice Dio, è mia Madre.
Mi mancava una Mamma e l’ho fatta.
Ho fatto Mia Madre prima che ella facesse Me. Era più sicuro.
Ora sono veramente un Uomo come tutti gli uomini.
Non ho più nulla da invidiar loro, poiché ho una mamma. Una vera.
Mi mancava. Mia Madre si chiama Maria, dice Dio.
La sua anima è assolutamente pura e piena di grazia.
Il suo corpo è vergine e pervaso da una luce tale che
sulla terra mai mi sono stancato di guardarla, di ascoltarla, di ammirarla.
E’ bella Mia Madre, tanto che lasciando gli splendori del Cielo,
non mi sono trovato sperduto vicino a lei.
Eppure so bene, dice Dio, che sia l’essere portato dagli angeli;
beh, non vale le braccia d’una Mamma, credetemi.
Maria Mia madre, è morta, dice Dio.
Dopo che io ero risalito verso il Cielo, ella mi mancava, Io le mancavo.
Ella Mi ha raggiunto, con la sua anima, con il suo corpo, direttamente.
Non potevo fare diversamente. Era necessario. Era più conveniente.
Le dita che hanno toccato Dio non potevano immobilizzarsi.
Gli occhi che hanno contemplato Dio non potevano restar chiusi.
Le labbra che hanno baciato Dio non potevano irrigidirsi.
Quel corpo purissimo che aveva dato un corpo a Dio non poteva marcire mescolato alla terra ...
Non ho potuto, non era possibile, Mi sarebbe costato troppo.
Ho un bell'esser Dio, sono suo Figlio, e comando Io.
E poi, dice Dio, l'ho fatto anche per gli uomini Miei fratelli.
Perché abbiano una Mamma in Cielo.
Una vera, una di loro, corpo ed anima. La Mia.
È cosa fatta. Ella è con Me, dall'istante della sua morte.
La sua Assunzione, come dicono gli uomini.
La Madre ha ritrovato il Figlio ed il Figlio la Madre.
Corpo ed anima, l'Uno accanto all'Altra, per l'eternità.
Se gli uomini intuissero la bellezza di questo mistero!
L'hanno finalmente riconosciuto ufficialmente.
Il mio rappresentante sulla terra, il Papa, l'ha proclamato solennemente.
Fa piacere, dice Dio, veder apprezzati i propri doni.
Da tanto tempo il popolo cristiano aveva presentito
questo grande mistero del Mio amore filiale e fraterno ...
Ed ora l'utilizzino maggiormente, dice Dio!
In Cielo hanno una Mamma che li segue con gli occhi, con i suoi occhi di carne.
In Cielo hanno una Mamma che li ama con tutto il cuore, con il suo cuore di carne.
E questa Mamma è la Mia, che mi guarda con gli stessi occhi,
che mi ama con lo stesso cuore.
Se gli uomini fossero furbi, ne approfitterebbero,
dovrebbero ben sospettare che Io non posso rifiutarle nulla……
Che volete, è Mia Madre. Io l’ho voluto. Non me ne pento.
L’Uno di fronte all’Altra, Corpo ed Anima, Madre e Figlio. Eternamente Madre e Figlio…….
(da “Preghiere” di Michel Quoist)



mercoledì 4 aprile 2012

IO VORREI DONARE













Andrò in giro per le strade zufolando, così,
fino a che gli altri dicano: è pazzo!
E mi fermerò soprattutto coi bambini
a giocare in periferia, e poi lascerò un fiore
ad ogni finestra dei poveri
e saluterò chiunque incontrerò per via
inchinandomi fino a terra.


E poi suonerò con le mie mani le campane
sulla torre a più riprese finché non sarò esausto.

E dirò a tutti: avete visto il Signore?
Ma lo dirò in silenzio e solo con un sorriso.

Io vorrei donare una cosa al Signore,
ma non so che cosa. Tutto è un suo dono
eccetto il nostro peccato. Ecco, gli darò
un'icona dove lui - bambino - guarda
agli occhi di sua madre: così dimenticherà
ogni cosa. Gli raccoglierò dal prato una
goccia di rugiada: è già primavera, ancora
primavera, una cosa insperata, non
meritata, una cosa che non ha parole;
e poi gli dirò d’indovinare se sia una lacrima
o uno perla di sole o una goccia di rugiada.

E poi andrò a lavarmi nel fiume e all'alba
passerò sulle porte di tutti i miei fratelli
e dirò a ogni casa: «Pace!»

Io vorrei donare una cosa al Signore,
ma non so che cosa. Dirò solo:
avete visto il Signore?

Ma lo dirò in silenzio e solo con un
sorriso, poi non dirò più niente.

( Padre David Maria Turoldo )


martedì 13 marzo 2012

UNA POESIA E UN PREMIO PER QUESTO BLOG

Quantcast
Ho letto questi versi da Girasole   nel giorno della festa della donna e mi ci sono un po' ritrovata; ho chiesto il permesso di metterla nel mio blog-antologia  e, eccola qua, anche per voi-

"Non voglio mimose"
Non voglio mimose
nè un giorno per ricordarti che sono
Voglio avere milioni di nomi
per disegnare lo stesso sorriso

e parole rotonde da lanciare in cielo.
Voglio piedi senza scarpe
per percorrere ogni strada danzando

e fiori rossi

da cogliere in ogni tuo sguardo.
© Patrizia. M.


http://3.bp.blogspot.com/-4TWJAoPVP0o/T1isy759kNI/AAAAAAAAASM/AhwQ3Flnyws/s1600/no%2Bmimose.jpg
 Con questo post voglio anche ringraziare Topogina
 che, molto gentilmente, ha voluto premiare questo blog 
Rivolgendomi a tutti coloro che ancora non la conoscono , mi permetto di dare un consiglio:  entrate nel blog di Topogina e non ne sarete affatto delusi.
Offro questo stesso premio a tutti i miei lettori, nessuno escluso, e vi prego di volerlo accettare, almeno nel profondo del vostro cuore. Grazie!
 

domenica 15 gennaio 2012

AMO TUTTO CIO' CHE E' STATO




Amo tutto ciò che è stato,
tutto quello che non è più,

il dolore che ormai non mi duole,

l’antica e erronea fede,

l’ieri che ha lasciato dolore,

quello che ha lasciato allegria

solo perché è stato, è volato

e oggi è già un altro giorno.

(Fernando Pessoa)

venerdì 25 novembre 2011

SII PAZIENTE.........


http://digilander.libero.it/neruda74s/La%20porta%20dei%20sogni.jpg 
Sii paziente verso tutto ciò 
che è irrisolto nel tuo cuore e...
cerca di amare le domande, che sono simili a 
stanze chiuse a chiave e a libri scritti
in una lingua straniera.
Non cercare ora le risposte che possono esserti date
poiché non saresti capace di convivere con esse.
E il punto è vivere ogni cosa. Vivere le domande ora.
Forse ti sarà dato, senza che tu te ne accorga,
di vivere fino al lontano 
giorno in cui avrai la risposta

Rainer Maria Rilke

giovedì 13 ottobre 2011

IO TI CHIESI



Io ti chiesi perché i tuoi occhi
si soffermano nei miei
come una casta stella del cielo
in un oscuro flutto.

Mi hai guardato a lungo
come si saggia un bimbo con lo sguardo,
mi hai detto poi, con gentilezza:
ti voglio bene, perché sei tanto triste.

Hermann Hesse da Poesie Romantiche
(Poesia dedicata a me da Elena che ringrazio infinitamente)

mercoledì 10 agosto 2011

X AGOSTO


San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l'aria tranquilla
arde e cade, perché si gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.


Ritornava una rondine al tetto:
l'uccisero: cadde tra i spini;
ella aveva nel becco un insetto:
la cena dei suoi rondinini.
Ora è là, come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell'ombra, che attende,
che pigola sempre più piano.
Anche un uomo tornava al suo nido:
l'uccisero: disse: Perdono;
e restò negli aperti occhi un grido:
portava due bambole in dono.
Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano in vano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano.
E tu, Cielo, dall'alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
oh! d'un pianto di stelle lo inondi
quest'atomo opaco del Male!
 
( Giovanni Pascoli )
 
Questa notte, le lacrime di San Lorenzo si riverseranno sul nostro mondo, sui buoni e sui meno buoni.....possano recare pace e serenità in ogni cuore.

giovedì 16 giugno 2011

MORSI DI LUNA

Questa sera ho assistito all'eclissi di luna...poi, nel blog "Il mio angolo"  ho trovato questa  poesia : l'ho letta d'un fiato e l'ho sentita anche un po' mia; ho espresso alla cara amica il desiderio di postarla nella mia antologia... ed eccola qui!


 
Mi piace, nelle notti d’estate
rovesciare il sonno,

* 
sospendere gli occhi e guardarti
*
fieramente accomodata
esattamente al centro

 *
invadente e maestosa
*
nel tuo sfacciato candore
mischiato a schizzi di cielo.

*
Ti offro pelle e pensieri
mi offri freschi drappi d’incenso

*
Mi piace, nelle notti d’estate
rovesciare il carro per venirti a cercare

*
quando mi mostri solo
morsicati frammenti.

*
Mangi dalla mia mano
e quieta t’addormenti.

*
Poesia di Patrizia M. 
*
*

lunedì 13 giugno 2011

ALLA SERA

    Forse perché della fatal quiete
    Tu sei l'imago a me sì cara vieni
    O sera! E quando ti corteggian liete
    Le nubi estive e i zeffiri sereni,
     
    E quando dal nevoso aere inquiete
    Tenebre e lunghe all'universo meni
    Sempre scendi invocata, e le secrete
    Vie del mio cor soavemente tieni.
     
    Vagar mi fai co'miei pensier su l'orme
    che vanno al nulla eterno; e intanto fugge
    questo reo tempo, e van con lui le torme  
    Delle cure onde meco egli si strugge; 
      e mentre io guardo la tua pace, dorme   
    Quello spirto guerrier ch'entro mi rugge.   
     
    da I sonetti di Ugo Foscolo 

mercoledì 11 maggio 2011

IL SABATO DEL VILLAGGIO

http://blog.chatta.it/images/silvia11/775F4C59705D5755.jpg
La donzelletta vien dalla campagna
in sul calar del sole,
col suo fascio dell'erba; e reca in mano
un mazzolin di rose e viole,
onde, siccome suole, ornare ella si appresta
dimani, al dí di festa, il petto e il crine.
Siede con le vicine
su la scala a filar la vecchierella,
incontro là dove si perde il giorno;
e novellando vien del suo buon tempo,
quando ai dí della festa ella si ornava,
ed ancor sana e snella
solea danzar la sera intra di quei
ch'ebbe compagni nell'età piú bella.
Già tutta l'aria imbruna,
torna azzurro il sereno, e tornan l'ombre
giú da' colli e da' tetti,
al biancheggiar della recente luna.
Or la squilla dà segno
della festa che viene;
ed a quel suon diresti
che il cor si riconforta.
I fanciulli gridando
su la piazzuola in frotta,
e qua e là saltando,
fanno un lieto romore;
e intanto riede alla sua parca mensa,
fischiando, il zappatore,
e seco pensa al dí del suo riposo.

Poi quando intorno è spenta ogni altra face,
e tutto l'altro tace,
odi il martel picchiare, odi la sega
del legnaiuol, che veglia
nella chiusa bottega alla lucerna,
e s'affretta, e s'adopra
di fornir l'opra anzi al chiarir dell'alba.

Questo di sette è il più gradito giorno,
pien di speme e di gioia:
diman tristezza e noia
recheran l'ore, ed al travaglio usato
ciascuno in suo pensier farà ritorno.

Garzoncello scherzoso,
cotesta età fiorita
è come un giorno d'allegrezza pieno,
giorno chiaro, sereno,
che precorre alla festa di tua vita.
Godi, fanciullo mio; stato soave,
stagion lieta è cotesta.
Altro dirti non vo'; ma la tua festa
ch'anco tardi a venir non ti sia grave.

( Giacomo Leopardi )

giovedì 17 marzo 2011

LA SPIGOLATRICE DI SAPRI


Eran trecento: eran giovani e forti:
E sono morti!

Me ne andava al mattino a spigolare
Quando ho visto una barca in mezzo al mare:
Era una barca che andava a vapore,
E issava una bandiera tricolore.
All’isola di Ponza si è fermata,
È stata un poco, e poi s’è ritornata;
S’è ritornata, e qui è venuta a terra;
Sceser con l’armi, e a noi non fecer guerra.

Eran trecento: eran giovani e forti:
E sono morti!

Sceser con l’armi, e a noi non fecer guerra,
Ma s’inchinaron per baciar la terra:
Ad uno ad uno li guardai nel viso;
Tutti aveano una lagrima ed un sorriso:
Li disser ladri usciti dalle tane,
Ma non portaron via nemmeno un pane;
E li sentii mandare un solo grido:
— Siam venuti a morir pel nostro lido!—

Eran trecento: eran giovani e forti:
E sono morti!

Con gli occhi azzurri e coi capelli d’oro
Un giovin camminava innanzi a loro;
Mi feci ardita, e presol per la mano,
Gli chiesi: —Dove vai, bel capitano?
Guardommi, e mi rispose: —O mia sorella,
Vado a morir per la mia Patria bella!—
Io mi sentii tremare tutto il core,
Nè potei dirgli: —V’aiuti il Signore!—

Eran trecento: eran giovani e forti:
E sono morti!

Quel giorno mi scordai di spigolare,
E dietro a loro mi misi ad andare:
Due volte si scontrar con li gendarmi,
e l’una e l’altra li spogliar dell’armi:
Ma quando fûr della Certosa ai muri,
S’udirono a suonar trombe e tamburi;
E tra il fumo e gli spari e le scintille
Piombaron loro addosso più di mille.

Eran trecento: eran giovani e forti:
E sono morti!

Eran trecento, e non voller fuggire;
Parean tremila e vollero morire:
Ma vollero morir col ferro in mano,
E innanzi ad essi correa sangue il piano.
Finchè pugnar vid’io, per lor pregai;
Ma un tratto venni men, né più guardai...
Io non vedeva più fra mezzo a loro
Quegli occhi azzurri e quei capelli d’oro!...

Eran trecento: eran giovani e forti:
E sono morti!

(Luigi Mercantini)

http://www.termics.it/SEZIONE%206/italiano/bandiera_italiana.gif

martedì 22 febbraio 2011

LA POESIA



Nella mia mente
è scolpita una poesia
che esprimerà la mia anima intera

La sento vaga come il suono e il vento
eppure scolpita in piena chiarezza.


Non ha strofa, verso né parola
non è neppure come la sogno.

E' un mero sentimento, indefinito,
una felice bruma intorno al pensiero.


Giorno e notte nel mio mistero
la sogno, la leggo e riprovo a sillabarla,

e sempre la parola precisa è sul bordo di me stesso
come per librarsi nella sua vaga compiutezza.


So che non sarà mai scritta.
So che non so che cosa sia.

Ma sono contento di sognarla, e una falsa felicità, benché falsa, è felicità.

(Fernando Pessoa)

Giorni fa, ho trovato questa poesia di Pessoa nel blog di Lucia ed ho chiesto se potevo anch'io postarla... farà parte della mia raccolta di Poesia del cuore... è dolcissima ed esprime un intenso sentimento poetico.