GLI OSPITI DEL MIO GIARDINO

sabato 4 giugno 2011

PENSIERI DI AUDREY

Io credo nel rosa.
Io credo che ridere sia il modo migliore per bruciare calorie. 
Io credo nei baci, molti baci.
Io credo nel diventare forte quando tutto sembra andare storto.
Io credo che le ragazze felici siano le ragazze più belle.
Io credo che domani sarà un altro giorno, ed io credo nei miracoli.
Solo chi non crede nei miracoli non è abbastanza realista.

Audrey Hepburn
 
Ringrazio Zicin che mi ha permesso di prelevare questi pensieri di un'attrice che ho tanto amato ed ammirato, dal suo blog per pubblicarli anche qui.

sabato 21 maggio 2011

IL RICORDO DI UN AMICO

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Penso che nessun'altra cosa
ci conforti tanto,
quanto il ricordo di un amico,
la gioia della sua confidenza
o l'immenso sollievo di esserti
tu confidato a lui
con assoluta tranquillità:
appunto perchè amico.
Conforta il desiderio di rivederlo
se lontano,
di evocarlo per sentirlo vicino,
quasi per udire la sua voce
e continuare colloqui mai finiti.

(David Maria Turoldo)


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"La vita non finisce mai"

mercoledì 11 maggio 2011

IL SABATO DEL VILLAGGIO

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La donzelletta vien dalla campagna
in sul calar del sole,
col suo fascio dell'erba; e reca in mano
un mazzolin di rose e viole,
onde, siccome suole, ornare ella si appresta
dimani, al dí di festa, il petto e il crine.
Siede con le vicine
su la scala a filar la vecchierella,
incontro là dove si perde il giorno;
e novellando vien del suo buon tempo,
quando ai dí della festa ella si ornava,
ed ancor sana e snella
solea danzar la sera intra di quei
ch'ebbe compagni nell'età piú bella.
Già tutta l'aria imbruna,
torna azzurro il sereno, e tornan l'ombre
giú da' colli e da' tetti,
al biancheggiar della recente luna.
Or la squilla dà segno
della festa che viene;
ed a quel suon diresti
che il cor si riconforta.
I fanciulli gridando
su la piazzuola in frotta,
e qua e là saltando,
fanno un lieto romore;
e intanto riede alla sua parca mensa,
fischiando, il zappatore,
e seco pensa al dí del suo riposo.

Poi quando intorno è spenta ogni altra face,
e tutto l'altro tace,
odi il martel picchiare, odi la sega
del legnaiuol, che veglia
nella chiusa bottega alla lucerna,
e s'affretta, e s'adopra
di fornir l'opra anzi al chiarir dell'alba.

Questo di sette è il più gradito giorno,
pien di speme e di gioia:
diman tristezza e noia
recheran l'ore, ed al travaglio usato
ciascuno in suo pensier farà ritorno.

Garzoncello scherzoso,
cotesta età fiorita
è come un giorno d'allegrezza pieno,
giorno chiaro, sereno,
che precorre alla festa di tua vita.
Godi, fanciullo mio; stato soave,
stagion lieta è cotesta.
Altro dirti non vo'; ma la tua festa
ch'anco tardi a venir non ti sia grave.

( Giacomo Leopardi )

giovedì 17 marzo 2011

LA SPIGOLATRICE DI SAPRI


Eran trecento: eran giovani e forti:
E sono morti!

Me ne andava al mattino a spigolare
Quando ho visto una barca in mezzo al mare:
Era una barca che andava a vapore,
E issava una bandiera tricolore.
All’isola di Ponza si è fermata,
È stata un poco, e poi s’è ritornata;
S’è ritornata, e qui è venuta a terra;
Sceser con l’armi, e a noi non fecer guerra.

Eran trecento: eran giovani e forti:
E sono morti!

Sceser con l’armi, e a noi non fecer guerra,
Ma s’inchinaron per baciar la terra:
Ad uno ad uno li guardai nel viso;
Tutti aveano una lagrima ed un sorriso:
Li disser ladri usciti dalle tane,
Ma non portaron via nemmeno un pane;
E li sentii mandare un solo grido:
— Siam venuti a morir pel nostro lido!—

Eran trecento: eran giovani e forti:
E sono morti!

Con gli occhi azzurri e coi capelli d’oro
Un giovin camminava innanzi a loro;
Mi feci ardita, e presol per la mano,
Gli chiesi: —Dove vai, bel capitano?
Guardommi, e mi rispose: —O mia sorella,
Vado a morir per la mia Patria bella!—
Io mi sentii tremare tutto il core,
Nè potei dirgli: —V’aiuti il Signore!—

Eran trecento: eran giovani e forti:
E sono morti!

Quel giorno mi scordai di spigolare,
E dietro a loro mi misi ad andare:
Due volte si scontrar con li gendarmi,
e l’una e l’altra li spogliar dell’armi:
Ma quando fûr della Certosa ai muri,
S’udirono a suonar trombe e tamburi;
E tra il fumo e gli spari e le scintille
Piombaron loro addosso più di mille.

Eran trecento: eran giovani e forti:
E sono morti!

Eran trecento, e non voller fuggire;
Parean tremila e vollero morire:
Ma vollero morir col ferro in mano,
E innanzi ad essi correa sangue il piano.
Finchè pugnar vid’io, per lor pregai;
Ma un tratto venni men, né più guardai...
Io non vedeva più fra mezzo a loro
Quegli occhi azzurri e quei capelli d’oro!...

Eran trecento: eran giovani e forti:
E sono morti!

(Luigi Mercantini)

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martedì 22 febbraio 2011

LA POESIA



Nella mia mente
è scolpita una poesia
che esprimerà la mia anima intera

La sento vaga come il suono e il vento
eppure scolpita in piena chiarezza.


Non ha strofa, verso né parola
non è neppure come la sogno.

E' un mero sentimento, indefinito,
una felice bruma intorno al pensiero.


Giorno e notte nel mio mistero
la sogno, la leggo e riprovo a sillabarla,

e sempre la parola precisa è sul bordo di me stesso
come per librarsi nella sua vaga compiutezza.


So che non sarà mai scritta.
So che non so che cosa sia.

Ma sono contento di sognarla, e una falsa felicità, benché falsa, è felicità.

(Fernando Pessoa)

Giorni fa, ho trovato questa poesia di Pessoa nel blog di Lucia ed ho chiesto se potevo anch'io postarla... farà parte della mia raccolta di Poesia del cuore... è dolcissima ed esprime un intenso sentimento poetico.


lunedì 14 febbraio 2011

I RAGAZZI CHE SI AMANO


I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è la loro ombra soltanto
Che trema nella notte
Stimolando la rabbia dei passanti
La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Essi sono altrove molto più lontano della notte
Molto più in alto del giorno
Nell'abbagliante splendore del loro primo amore

Jacques Prévert

venerdì 4 febbraio 2011

RIFIORIRE

Da qualche giorno, quando al mattino apro la mia finestra di cucina, trovo un cielo stupendamente azzurro che mi rallegra il cuore.
Nell'orto difronte il mandorlo è rifiorito... e questo contribuisce al mio buongiorno!
Ma, anche se in pieno giorno, questo mandorlo mi si presenta così, in tutto il suo splendore, come un ricamo.....
non è abbastanza per me: quando andiamo in campagna, per portare la pappa a Piccolorfanello è tutta un'altra cosa.
Là, anche se il giardino ora è pieno di erba e deve essere rimesso del tutto in ordine, si percepisce l'arrivo della nuova stagione: ancora l'aria è ghiaccia, ma qualcosa mi riscalda dentro

Appena si arriva ci accoglie il mandorlo, coi suoi nuovi fiori e con il suo profumo..

Poi c'è la mimosa, l'albero del sole... com'è bella a guardarsi! mi dimentico quasi che mi fa ancora freddo... l'altro giorno, quando mio marito mi ha chiesto se ne volevo un ramettino, non ho resistito al desiderio di portarmene un po' a casa: il suo profumo mi inebria.Ho trovato anche
una timida
rosellina, e l'ho
lasciata lì,
arrampicata
all'archetto

in ferro battuto..






Qua e là una pervinca che fa capolino

















Bellissimo è il pesco giapponese... non ha profumo, ma i suoi fiori sono così delicati... sembrano di fine Capodimonte. Ogni anno, quando rifiorisce, mi incanto a guardarlo: ha in sè qualcosa di molto particolare che mi affascina.
Poi c'è il nocciolo che con le sue infiorescenze mi fa pensare al Giappone..
Per il resto c'è tanta erba,



il rosso delle bacche della siepe,








il bianco della nevicata........

e il bianco rosato dei fiorellini che spuntano nelle piante grasse( di cui non so il nome, ahimé)
Poi arriva lui... se ne avverte il miagolio da lontano, finchè spunta al nostro cancello e ci viene incontro "trotterellando"... fa di tutto: si getta in terra e fa le fusa, si struscia alle nostre gambe , si lascia carezzare e ci dà le testatine... è unico! quando gli riempio il piattino e gli metto i croccantini nel dosatore, non sa più cosa fare prima:mangiare o farsi coccolare ancora un po'? alla fine alterna le due cose... è molto tenero!
Infine, con i colori della natura nuova negli occhi, e con il calore ricevuto da Piccolorfanello, torno a casa con mio marito, dove c'è Pallina che ci aspetta e che , molto sospettosa ci annusa a più non posso! Chissà cosa pensa?!?!